Mutismo selettivo

 “E’ una bambina di 4 anni anni che si diverte a parlare con le sue bambole … ma che non riesce a dire una parola quando è fuori casa”.

“E’ un adorabile bambino di 6 anni, pieno di vita, che corre e gioca rumorosamente nel suo giardino … ma che si blocca e diventa inespressivo appena entra in classe”.

“E’ una ragazzina di 11 anni che canta e scrive magnifiche canzoni a casa sua … ma che non riesce a dire una sola parola né ai suoi professori, né ai suoi compagni di classe”

(tratto da La sfida di Riccardo, Una storia per spiegare il mutismo selettivo ai bambini – Valérie Marschall)

Che cos’è

Il mutismo “selettivo” definisce una forma iperselettiva di scelta della comunicazione che fa si che il bambino parli soltanto in un ambiente ristretto, spesso quello familiare, nonostante sia stata raggiunta dal bambino la tappa regolare di acquisizione del linguaggio.

Come si manifesta

Il MS è un disturbo acquisito della comunicazione interpersonale contraddistinto dalle seguenti caratteristiche:

• Il bambino non produce verbalizzazione né spontanea né su richiesta, in uno o in più ambienti dove normalmente avviene uno scambio comunicativo verbale;

• L’anomalia interferisce con i risultati scolastici, lavorativi o con la comunicazione sociale;

• Il disturbo è presente da almeno 1 mese (non limitato al primo mese di scuola);

• L’incapacità di parlare non è dovuta al fatto che non si conosce, o non si è a proprio agio con il modo di parlare richiesto nella situazione sociale;

• Il disturbo non è ricollegabile ad alcuna patologia legata ai disturbi della comunicazione, (come ad esempio la balbuzie) o ad altri disturbi psichiatrici, come schizofrenia o ritardo mentale.

Cause

Rispetto all’eziopatogenesi del disturbo sembra non esserci una correlazione diretta tra il disturbo e specifiche esperienze traumatiche. Studi più recenti pongono l’attenzione al temperamento del bambino e al suo comportamento, leggendolo come un particolare disturbo inquadrabile nella sfera dei disturbi d’ansia. Non esistono al momento studi sulla predisposizione genetica al disturbo.

Come riconoscere il mutismo selettivo

Alcuni degli indicatori più frequenti nella prima infanzia (0-3 anni) sono:

Difficoltà di addormentamento Disturbi del sonno Difficoltà nell’alimentazione Disturbi di evitamento (paura degli estranei) Irrequietezza Ansia di separazione Timidezza eccessiva Episodi di enuresi ed encopresi.

Spesso il MS tende a sovrapporsi alla diagnosi di fobia sociale, a causa dei segnali legati al ritiro sociale e interpersonale; tuttavia esistono segnali specifici del MS che lo differenziano da altri disturbi d’ansia come i comportamenti di controllo ed oppositività in ambito familiare ed un’ipersensibilità al giudizio.

Molti bambini con mutismo selettivo spesso inibiscono la verbalizzazione a scuola e con gli adulti al di fuori dell’ambiente familiare; alcuni non verbalizzano neppure con i coetanei, oppure scelgono di parlare solo con un ristretto gruppo di bambini. Spesso alcuni di loro, pur non verbalizzando, prediligono forme comunicative alternative quali la mimica, il disegno o la scrittura. I

l trattamento

L’approccio più recente ed efficace nella cura del MS è di tipo multimodale. Il trattamento, finalizzato a diminuire l’ansia, aumentare l’autostima e il senso di sicurezza nelle situazioni sociali, dovrebbe essere impostato su una combinazione di:

1. Approccio comportamentale: per esempio, vengono usati rinforzi positivi (figurine, gettoni, punti…) per la verbalizzazione o per i tentativi di verbalizzazione. Un’altra strategia è la desensibilizzazione: il bambino viene portato dal genitore dentro la scuola quando ancora ci sono poche persone, affinché si “eserciti a parlare”, poi, quando il bambino parla normalmente, verrà fatta entrare dentro l’aula l’insegnante e, gradualmente, gli altri bambini.

2. Play Therapy: terapisti qualificati usano l’arte della terapia basata sul gioco per far rilassare ed aprire il bambino.

3. Terapia Comportamentale Cognitiva: terapisti qualificati in questa terapia aiutano il bambino a modificare il suo atteggiamento aiutandolo a ri-indirizzare le sue paure ansiose e preoccupazioni in pensieri positivi.

4. Autostima: i genitori devono elogiare il bambino per le sue qualità positive. Se ad esempio il bambino sa disegnare o costruire bene, mostrare i suoi lavori, farli “spiegare” da lui ai parenti o agli amici più cari con cui si sente a suo agio.

5. Socializzare frequentemente: incoraggiare il bambino alla socializzazione, senza costringerlo. È consigliabile favorire gli incontri con i compagni di scuola, poiché l’obiettivo è quello di aiutare il bambino a sentirsi più a suo agio proprio con i compagni affinché si verifichi la verbalizzazione.

6. Coinvolgere la scuola: gli insegnanti e il personale scolastico sono di estrema importanza nel processo di trattamento del Mutismo Selettivo. Gli insegnanti devono essere istruiti sul MS. All’inizio la non-verbalizzazione può essere accettata. In seguito, quando il bambino mostra dei progressi, l’insegnante dovrebbe essere coinvolta nel piano di trattamento, incoraggiando la verbalizzazione con delicatezza.

7. Coinvolgimento della famiglia: i membri familiari devono essere coinvolti nel processo di trattamento del bambino MS. Molto spesso sono necessari cambiamenti negli stili e nelle aspettative genitoriali per andare incontro alle necessità iniziali del bambino MS. Ricordarsi di non forzare mai il bambino a parlare, ciò non farebbe che aumentare la sua ansia. Fargli sentire che si è lì per lui. Passare del tempo con lui (soprattutto la sera, quando è lontana la pressione scolastica) e fargli raccontare le proprie sensazioni: permettergli di aprirsi, lo aiuta a rilasciare lo stress. E’ di cruciale importanza per il bambino MS sentirsi accettato e compreso dai propri genitori.

Per ulteriori informazioni e per prenotare un appuntamento in studio a Pescara contattare il Dr. Giorgio Di Matteo al 3493930563 info@psicologoinfantilepescara.it

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